MOLISE

Cosa visitare a Campobasso e nella provincia di Campobasso

A Campobasso

Museo Sannitico. Il museo nasce nel 1881 e si trova nel centro storico della città di Campobasso. La collezione si compone di reperti provenienti dal territorio dell’antico Samnium che sono referibili a varie epoche, principalmente a quella romana. Di particolare importanza sono quelli che raccontano la vita quotidiana, i riti e le credenze di quel popolo che per molto tempo si oppose al dominio di Roma in Italia.

 Museo dei Misteri. Un museo molto particolare e unico. Sono esposti gli “ingegni” di Paolo Saverio di Zinno da lui realizzati nel ‘700. Sono le stesse strutture usate ancora oggi durante il Corpus Domini nella “sfilata dei Misteri”.

Teatro Savoia. Edificato negli anni 1923-1925 è stato restaurato nel 2002. All’interno vari elementi decorativi in stile liberty che danno al teatro un aspetto retrò.

Castello Monforte. Domina la città e ne è il simbolo. La fortificazione è massiccia, a pianta quadrata, presenta poche finestre e i muri terminano con i caratteristici merli. L’interno è scarno e vuoto. Dalla balconata superiore si può guardare la città.

Chiesa di San Giorgio. È la chiesa più antica di Campobasso ed è dedicata a San Giorgio, protettore della città dal 1661. Si trova nella parte più alta del centro storico di Campobasso, ai piedi del Viale della Rimembranza. 

Cosa vedere nella provincia di Campobasso

Civitacampomarano, i Murales e il Castello Angioino. Il borgo di impianto medievale è dominato dal castello angioino. Una bellissima struttura visitabile al quale si accede passando su un ponte. Il centro storico è rivitalizzato da murales in vari punti del paese.

Casalciprano e il Museo all’aperto della Memoria contadina. Il museo, collocato in pianta stabile lungo le vie del borgo dal 2004, è visitabile in ogni periodo dell’anno. Un coinvolgente viaggio indietro nel tempo alla scoperta di giochi, usanze e vita contadina di una volta. Tra i vicoli, alcuni “muri dipinti”.

Sepino, Area archeologica Altilia. La pianta dell’insediamento è quella tipica romana con due strade principali. All’interno delle mura sono ancora visibili e ben conservati il Foro, la Basilica, le Terme e il Teatro. Un posto ricco di storia da scoprire.

Gambatesa, Castello di Capua. Ha origini medievali. Nel quattrocento divenne dimora rinascimentale. Interessanti e ben conservati gli affreschi ispirati al mondo mitologico classico.

Jelsi e la festa del grano. La sfilata dei carri, realizzati diversi ogni anno, si svolge il 26 luglio per le vie del paese. Ogni carro è decorato minuziosamente col grano.

Larino, le luminarie e San Pardo. Nel periodo natalizio meritano una visita le luminarie allestite a tema nel centro storico. Il 27 maggio, invece, è particolare la sfilata dei carri dedicati a San Pardo.

Oratino, La Faglia. Il 24 dicembre una grande torcia alta 13 metri viene accesa nel centro storico del paese.

Roccavivara, Santuario Santa Maria di Canneto. Suggestivo e silenzioso santuario immerso nel verde. Gli scavi adiacenti hanno fatto affiorare un’antica villa romana a testimoniare la vita agricola del passato.

Termoli, il borgo medievale, la via più stretta e il trabucco. Si erge, fortificata, su un promontorio che affaccia sul mare. Tra i vicoli più esterni del centro storico si può scorgere il blu del mare. La viuzza più stretta è larga 41 cm. Un trabucco ancora resiste ai capricci del mare.

Matrice, Chiesa Santa Maria della Strada. Situata in aperta campagna, sulla sommità di un colle verde, è un gioiellino di architettura in stile romanico. La sua storia è legata alla leggenda del Re Bove. 

Cosa visitare a Isernia e nella provincia di Isernia

A Isernia

Museo Nazionale del Paleolitico. La sua esposizione riguarda tutti gli oggetti provenienti dallo scavo archeologico di Isernia. Il sito archeologico del Paleolitico risale a circa 700.000 anni fa. All’interno  una bellissima ricostruzione di un Elephas Antiquus e il padiglione degli scavi in cui sono visibili i vari reperti tra cui ossa di bisonti, rinoceronti, elefanti.

La fontana Fraterna. Il simbolo della città di Isernia. Essa è la fusione di due fontane e fu edificata da una nobile famiglia di isernina e fu posta in Largo Concezione (l’attuale Piazza Celestino V). Ha una inusuale forma di loggiato e sei getti d’acqua.

Museo archeologico Santa Maria delle Monache. Ha sede nel cuore del centro storico della città di Isernia, all’interno di un ex convento benedettino. Il museo ospita una collezione archeologica che racconta il territorio e la città, dall’età arcaica fino ad arrivare al medioevo. 

Cosa vedere nella Provincia di Isernia

Ad Agnone, la Pontificia Fonderia Marinelli e la ‘Ndocciata. È la più antica fonderia italiana e fra le più antiche del mondo, specializzata  nella costruzione di campane. E a dicembre, la grande tradizione italiana legata al fuoco, la ‘Ndocciata. 

A Castelpetroso, la Basilica Minore di Castelpetroso. Costruita in pietra locale a seguito delle apparizioni avvenute nel 1888. Lo stile neogotico la contraddistingue da tutte le altre strutture della regione rendendola unica nel suo genere.

A Pescolanciano, il Castello D’Alessandro. Sovrasta l’abitato dallo sperone roccioso. Attualmente ospita una mostra delle antiche ceramiche e una sui castelli d’Italia ha appartamenti arredati e una cappella gentilizia riccamente decorata.

A Venafro, il Castello Pandone. È un castello medievale trasformato in palazzo nobiliare nel sedicesimo secolo. Particolarità della fortificazione è la presenza di tre torri anziché della quattro canoniche.

A Venafro, Anfiteatro Romano. L’anfiteatro dell’antica Venafrum (il cosiddetto  Verlascio o Verlasce) fu costruito nel corso del I secolo d.C. appena fuori la città. Si è conservato grazie alla sovrapposizione di case rurali sui ruderi romani avvenuta nel corso del XVII secolo. Oggi ne possiamo osservare l’antica volumetria.

Castel San Vincenzo, Lago di Castel San Vincenzo, Abbazia di San Vincenzo al Volturno e Cripta di Epifanio. Il lago è uno specchio dalle tonalità turchesi in cui si riflettono le verdi e imponenti vette delle Mainarde che fanno da cornice. Il complesso abbaziale di San Vincenzo al Volturno comprende la chiesa, il monastero e una zona archeologica. Nell’830 San Vincenzo al Volturno era una vera e propria città monastica, con un’estensione di oltre sei ettari nei quali si contavano ben otto chiese, spazi di clausura e numerose officine.
 
Pietrabbondante e il Santuario Italico. Di grande importanza storica, sede di culto pubblico della nazione sannita fino agli inizi del I sec. a.C.. È stato necessario più di un secolo per riportare alla luce il santuario così come lo possiamo ammirare oggi.

Scapoli e la festa della zampogna. A fine luglio una caratteristica manifestazione che raccoglie zampognari del luogo e non. I vicoli si riempiono di musica per dar vita al Festival Internazionale della Zampogna.

Castelnuovo al Volturno e l’uomo cervo. A febbraio, ogni anno, nella piazzetta del centro del paese la rappresentazione si ripete all’imbrunire del giorno. Gl’ Cierv’ è una antica maschera zoomorfa molisana.